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Sbandieratori e Tamburi L'Araba Fenice |
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| Sigfrido,
tipico principe del Duecento, da poco è stato armato cavaliere quando
parte per conquistare la principessa burgunda, Crimilde di cui ha sentito
parlare. Ma non appena giunge alla corte di Worms, dove ella regnava,
Sigfrido si accorge che le sue eroiche gesta lo avevano anticipato; si
narravano già di lui avventure fantastiche e misteriose, la conquista di
un tesoro immenso che apparteneva ai Nibelunghi e l’uccisione di un
drago del cui sangue il giovane si è bagnato divenendo invincibile
tranne in una piccola parte del suo corpo che rimane così il suo
unico punto vulnerabile… Un nano fortissimo e fedele, Alberico,
custodisce ora per lui il tesoro nella terra dei Nibelunghi.
Intanto Sigfrido dimora alla corte di Worms in veste di perfetto cavaliere, insuperabile non solo in forza ma anche in grazia e cortesia; ma per poter incontrare Crimilde deve prima sconfiggere in battaglia gli eserciti sassoni e danesi nemici del re Gunther, fratello della bella principessa… La mano di Crimilde gli viene promessa se egli acconsente di aiutare Gunther a conquistare Brunilde, l’invincibile regina guerriera d’Islanda, di cui il re è innamorato; il cavaliere accetta. Brunilde impone ai suoi pretendenti prove mortali: prima una gara di abilità e poi una battaglia…in entrambe le sfide la regina risulta evidentemente più forte ma è ugualmente sconfitta perché Sigfrido grazie a un cappuccio magico regalatogli da Alberico diventa invisibile e si sostituisce al re per parare i colpi della regina e infine batterla. Per questo meriterà di sposare la bella Crimilde. Nel fasto delle doppie nozze che si svolgono alla corte di Worms permangono ancora, misteriose e inquietanti, le conseguenze di una conquista ottenuta con l’inganno.
Alcuni anni sono passati quando Brunilde viene a sapere da Crimilde, durante un litigio, che nella notte delle sue nozze è stata sopraffatta non da Gunther ma da Sigfrido, e proprio quel Sigfrido che ella considera un vassallo è stato il suo primo signore. Brunilde si sente oltraggiata, non conosce il perdono e il suo odio viene strumentalizzato da Hagen, influente consigliere e invidioso vassallo burgundo. Quest’ultimo trama la vendetta contro Sigfrido divenuto troppo potente in quanto detentore dell'Oro del Reno, tesoro immenso che consoliderebbe, una volta lui morto, la forza del Regno Burgundo; con un inganno si fa confidare da Crimilde l’unico punto vulnerabile dell’eroe e lo uccide a tradimento con la sua stessa spada mentre, chino ad una fonte, pensava all’amata. Proprio lei ne ha involontariamente causato la morte: prima fornendo agli avversari il pretesto per condannarlo, poi indicando ad Hagen il suo punto debole. Crimilde si dispera sul corpo inerte dell'amato e chiama a sé i suoi prodi guerrieri che giurano solennemente che Sigfrido sarà vendicato. |
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