Sbandieratori e Tamburi L'Araba Fenice



GUERRINO DETTO IL MESCHINO

 

La storia di Guerrino, liberamente tratta da Andrea da Barberino

interamente raccontata con l'uso espressivo e narrativo di giochi coreografici con bandiere

 

Coreografie Stefano Terribili, Giovanni Nardoni

Regia Giovanni Nardoni da Ascoli Piceno

 

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Guerrino nasce da Milone Re di Trani e Fenisia Regina di Durazzo. Durante la loro Signoria, Durazzo, viene assediata ed  espugnata dai Saraceni. Milone e Fenisia vengono imprigionati e Guerrino di appena due mesi viene messo in salvo. Durante la fuga per mare i pirati assaltano la nave e fanno bottino, Guerrino viene venduto al mercato di Salonicco dove Epidonio lo acquista perchè privo di figli e gli mette nome Meschino. Alessandro figlio del Re di Costantinopoli chiede la concessione di Meschino. Al fianco di Alessandro, Meschino divenne abile cavaliere e grande esperto di battaglie e di guerra.

Elisena sorella di Alessandro deve andare sposa. Il Re di Costantinopoli indice un grande torneo dove  accorrono i baroni da tutti i territori. Meschino, pur se pronto e preparato a combattere, non può a causa dei suoi sconosciuti natali. Con l’aiuto di Alessandro fedele amico, si costruisce un’armatura bianca che ne nasconde il suo volto e così partecipa al Torneo. La sua capacità è immensa, e nelle varie lizze, abbatte tutti i suoi avversari. L’ardore di Elisena per il cavaliere misterioso è immenso, ma nessuno riesce a vedere e toccare questo speciale cavaliere che diventa mito e leggenda. Fu  proclamato il vincitore , ma  questi non si presentò mai  a ricevere il premio: la Bella Elisena e il bel cavallo.

I figli di Astiladoro, re dei Turchi, tornarono e raccontarono, mentendo, di aver vinto il torneo ma che il re di Costantinopoli non aveva concesso loro il premio. Astiladoro allora raduna gli eserciti e muove contro il re di Costantinopoli.

 Torindo figlio maggiore di Astiladoro, va incontro a Meschino e lo umilia dicendo che non si batterà mai con un umile servo. Toccato nel profondo, promise a Torindo che sarebbe tornato con il titolo di cavaliere. Ciò accadde per mano del re di Costantinopoli, investito cavaliere tornò e si battè. Al termine della battaglia grande festa fu fatta. Elisena fu respinta, da Meschino che chiese di congedarsi, pur se il re di Costantinopoli gli voleva dare metà del suo regno. Ma il desiderio di cercare i suoi natali era troppo forte. Così che fu chiamato a corte anche un negromante e questi disse che avrebbe saputo solo andando agli alberi del sole, ma che il viaggio sarebbe stato pieno di pericoli e travagli. Agli alberi del sole conobbe il suo vero nome e che i suoi genitori erano nobili.

I Turchi invadono la Persia; uccidono i genitori di Antinisca e assediano la città di Persepoli. Guerrino organizza l’esercito contro i Turchi, vince lo scontro finale e permette il rientro trionfale a Persepoli di Antinisca.

Guerrino ed Antinisca s’innamorano ma, il matrimonio è rimandato da Guerrino al suo ritorno dal viaggio necessario per conoscere i suoi genitori. Dieci anni lo avrebbe dovuto attendere, dopodicchè sarebbe stata libera dalla promessa di attenderlo.

Riprende il viaggio Guerrino, raggiunge la Grotta della Sibilla. Entra nell’antro  incontra strani animali e Macco trasformato in serpente, che lo avverte che se non saprà resistere alle tentazioni della Sibilla sarà trasformato in serpente. Dopo vari incontri appare la Sibilla che in più occasioni lo seduce, ma Guerrino non cedette mai, così poté uscire al fine dalla grotta dopo 365 giorni.

Nel continuo del suo viaggio incontrò Papa Benedetto III, il quale sentite le gesta di Guerrino e la forza dimostrata nel non cedere alla seduzione della Sibilla, gli chiede di riprendere il dominio di Durazzo.

Guerrino partecipa alla conquista di Durazzo, entra nel palazzo, e subito libera i prigionieri, fra essi due anziane figure il padre e la madre Milone e Fenisia. Conosciuto al fine le sue nobili origini torna a Persepoli da Antinisca, sono trascorsi dieci anni e un mese ed Antinisca lo sta ancora attendendo, nonostante le pressioni amorose di Lionetto condottiero dei Persiani che, nel frattempo, avevano occupato la città.

Guerrino organizza la fuga di Antinisca; ritrovano riparo nel bosco e stremati per la stanchezza e la fame chiedono aiuto ad un cavaliere di passaggio. Negli occhi di Antinisca ritorna la speranza e la luce e grande struggimento pervade Guerrino, mentre Persepoli viene distrutta dalla furia Persiana. Ritorna a Persepoli, la riconquista  e lì vive felice con la sua amata Antinisca fino ad una veneranda età e con tanti bei figli.


INTERPRETI

Arcangeli Massimo

Bacchiocchi Davide

Bacchiocchi Stefano

Balducci Enrico

Balducci Martina

Battestini Elena

Bigelli Michele

Bruciati Enrico

Mezzanotte Diego

Rossi Romano

Rotatori Davide

Tarsi Luca

 

Narratrice

Balducci Beatrice  

 

Assistente Scenografico

Bacchiocchi Elisa

 Isidori Letizia

 

Tecnico Audio Luci

Giancarlo Balducci

 

Regia

Giovanni Nardoni

 

Coreografie

Stefano Terribili

Giovanni Nardoni


Compagnia Sbandieratori e Tamburi L'Araba Fenice

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