Bella e la Bestia

biennio 2016 – 2017

Spettacolo in corso questo periodo.
locandina dello spettacolo BELLA e la BESTIA

locandina dello spettacolo BELLA e la BESTIA

Il nostro spettacolo 2016 narra la fiaba di Bella e la Bestia.
Questa famosa storia è stata oggetto di modifiche nel tempo a seguito della stesura di molteplici versioni, scritte tra il XVIII e il XIX secolo, ognuna delle quali influenzata dal contesto storico-sociale di riferimento. Possiamo rintracciare le origini di questa fiaba nell’opera “Amore e Psiche” di Apuleio (filosofo romano della scuola Platonica), risalente al I secolo, il cui pretesto era quello di esplorare i territori sconosciuti dell’amore.

La versione che proponiamo fa riferimento al nucleo narrativo scritto da Charles Perrault nel 1697. Vogliamo mettere a fuoco gli elementi più significativi della fiaba, riconoscendo il loro valore narrativo, il cui obiettivo originario era quello di interpretare le dinamiche sociali delle varie epoche.

Tutto questo è raccontato attraverso l’uso espressivo e narrativo della bandiera come linguaggio scenico.
La nostra arte di trasmettere emozioni.

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Lo spettacolo si articola in 4 quadri scenici con finale:

  • SCENA 1
    Il padre di Bella, un mercante che ha perso tutte le sue ricchezze in un viaggio di affari finito male, si ritrova smarrito nella strada di ritorno a causa di una violenta tempesta di neve. Stremato e sul punto di cedere si ritrova al cospetto di un castello, dove entra per riscaldarsi e ristorarsi. Non trova nessuno al suo interno, e il mattino seguente decide di riprendere la strada di casa. Uscendo dal castello scorge un roseto nel giardino e ricordandosi di aver promesso alla figlia di portarle una rosa dal viaggio, ne coglie una. In un istante compare la Bestia che rimprovera veemente il povero per aver rubato la rosa, ma questo gli spiega che era un regalo per la figlia. La Bestia capisce la situazione e avendo compassione del mercante lo lascia andare, con la condizione di far venire sua figlia al castello, pena la morte.
  • SCENA 2
    Nel castello, la Bestia fa preparare un baule colmo di ricchezze che verrà recapitato a casa del mercante per ingraziarsi le sue figlie. Intanto il padre arriva a casa e racconta l’accaduto alle figlie. Bella decide allora di andare dalla Bestia per mantenere fede alla promessa del padre e salvargli la vita. Il mercante e la figlia si recano al castello e la Bestia li accoglie, ma invita il padre ad andarsene, così questo si congeda da Bella e torna a casa. Bella e la Bestia si ritrovano a condividere la vita nel castello, ed ogni giorno quest’ultima chiede a Bella di sposarlo, ma lei rifiuta sempre, a causa dell’aspetto ripugnate della Bestia, sebbene dal suo arrivo il suo cuore si fosse addolcito.
  • SCENA 3
    In una delle stanze del castello Bella scopre uno specchio magico che le mostra il padre molto malato. Disperata chiede alla Bestia se può andare a casa per prendersi cura di lui, e questa le concede di tornare dal padre per un massimo di otto giorni. Bella torna a casa e felice riabbraccia il padre, ma si intrattiene per più di otto giorni e la Bestia non vedendola tornare viene colta da una grande disperazione e si accascia a terra morente.
  • SCENA 4

    Bella vede in sogno la Bestia in fin di vita e capisce di volerle molto più bene di quello che credeva, così torna immediatamente al castello e la cerca angosciosamente dappertutto, trovandola in giardino, nel punto in cui l’aveva sognata. Bella confessa alla Bestia di essersi innamorata di lei e le chiede di sposarla. Immediatamente la Bestia scompare e al suo posto compare un bel principe, il quale spiega a Bella di essere stato vittima di un incantesimo che si sarebbe sciolto solo se una donna si fosse innamorata di lui.

    I due, nel pieno della felicità, si sposano e il matrimonio è un trionfo di gioia e amore! Bella e il principe vissero felici e contenti…
 

NON SOLO FAVOLE!

Ecco alcuni approfondimenti teorici

La storia de “La bella e la bestia” appare in molte altre culture sotto varie forme. T. Aarne – Thompson1 conta 179 racconti di diversi paesi con un tema simile.
La figura della protagonista ci permette di interpretare la fiaba come il raggiungimento della maggiore età di una bambina e la conquista della sua sessualità.
In tutte le versioni analizzate Bella percepisce la sessualità come qualcosa di perverso, perché plasmata dall’amore puro del padre, vede un’istintiva bestialità in ogni uomo che provi un desiderio sessuale nei suoi confronti. Solo grazie all’amore la giovane acquista consapevolezza del desiderio sessuale come forma di relazione tra due persone. A questo punto, la bestia ritorna alla condizione umana.

Tuttavia, una variante di questa interpretazione vorrebbe che il sentimento della bestia fosse primitivo e brutale, ma l’amore della donna lo trasforma in qualcosa di umano e misurato.
Infatti, nelle varie versioni la Bestia assume forme diverse (serpente, maiale, lupo, elefante, ecc…), sempre con le stesse caratteristiche fisiche: disumanità e potenza; che alla fine del racconto, vengono rimodellate nella figura del principe.
La bellezza implicita della bestia risorge quando Bella diviene capace di accoglierla sotto la sgradevole apparenza esteriore.

 

La figura della rosa


Bella è così pura e virginale che il suo maggior desiderio è una rosa. Secondo i Greci e i Romani, la rosa era il simbolo del piacere, associato al lusso e alla stravaganza; rappresentava il fiore dell’amore e del romanticismo. L’amore di Bella per suo padre è espresso proprio dalla sua richiesta di una rosa in dono.
La malattia del padre, che coincide con il punto di svolta della narrazione, si può interpretare come la perdita di quell’amore; perché ora è rivolto alla Bestia. Non a caso, a questo punto della storia, la figura della rosa non appartiene più al binomio “padre – figlia”, ma alla coppia “Bestia – Bella”.

Implicazioni sociali


La fiaba è spesso interpretata come critica ai matrimoni combinati, soprattutto la versione di Villeneuve. Infatti, le prime stesure furono scritte da membri dell’alta società francese, dove erano abituali tali unioni.
La fiaba critica queste pratiche ma, allo stesso tempo, nasconde un velato senso di accettazione, metaforizzata dalla finale scoperta della bontà e amore che nascono dalla coppia unita non spontaneamente.

1 Il sistema di classificazione (o metodo analitico) Aarne-Thompson è un metodo di classificazione di fiabe e racconti del folklore sviluppato inizialmente da Antti Amatus Aarne. Si tratta di un’opera divisa in più volumi, elencante i motivi ricorrenti nel folklore. Gli studiosi di folklore possono così organizzare, classificare ed analizzare il materiale da loro raccolto.

 


I LINGUAGGI NARRATIVI DI GIOCHI COREOGRAFICI CON BANDIERE

Gli spettacoli interamente articolati sugli esclusivi giochi coreografici di bandiere, con effetti piroteatrali e brevi azioni recitanti, sono un’idea a partire dal 1980 del Regista, Coreografo e Maestro di Bandiera Giovanni Nardoni.
Gli spettacoli sono stati coniati nel rispetto dei codici storici di “Maneggio della Bandiera” editi dal 1500 al 1700, e dilatati a livello spettacolare secondo una nuova grammatica plastico espressiva propria del Mr. Giovanni Nardoni. Essi riescono con grande eleganza a creare un dialogo etico ed estetico fra il panno (bandiera) e l’Alfiere ( sbandieratore ) per donare al pubblico suggestioni e vibrazioni emotive proprie dell’animo umano.
Così il linguaggio narrativo che ne scaturisce, permette di raccontare con grande straordinarietà, storie, leggende, miti e fatti storici. Permette di trasferire al pubblico le perenni lotte che da sempre s’agitano nell’animo umano: gioia/tristezza, guerra/pace, inganno/verità, forza/debolezza, dolore/piacere, amore/tradimento. Guarda la gallery>

Per poter divulgare a pieno le origini, la storia e le evoluzioni della bandiera e del suo manovratore attraverso i secoli, fino alle odierne esibizioni di natura storica e spettacolari relativi ai linguaggi narrativi, è disponibile una mostra didascalica e iconografica di grande impatto emotivo, che può essere messa a disposizione su specifica richiesta.